Chi è Mario Ferrara?

Alla scoperta dei docenti di Photo ARCHITETTI

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Nasce a Caserta nel 1972; si laurea nel 1998 alla facoltà di Architettura della Federico II di Napoli. Nel di 2002 consegue il Master di II Livello “La rappresentazione fotografica dell’architettura e dell’ambiente” presso la facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza di Roma, dove segue, tra gli altri, i corsi di Gabriele Basilico, Roberto Bossaglia e Pierangelo Cavanna.

 

Si divide tra l’attività di fotografo e l’insegnamento della fotografia che svolge presso l’IIS Sannino di Ponticelli a Napoli con contratto a tempo indeterminato, oltre che in strutture private. È stato docente a contratto all’Accademia di Belle Arti di Napoli per “Teoria e tecnica della fotografia digitale” (a.a. 2007-2008) e per “Tecnica di ripresa della fotografia di Architettura” (a.a. 2009-2010).

 

Inizia a fotografare nel 1990 e dopo anni dedicati al reportage ed alla street photography, dal 2000 si occupa prevalentemente di fotografia di architettura che pratica in campo professionale ed in quello della ricerca, estendendo il suo interesse al paesaggio contemporaneo ed all’archeologia industriale. Ha pubblicato su riviste e libri ed ha esposto in varie città italiane. Nel 2007 ha pubblicato “Didattica dei luoghi – Sguardo su una periferia centrale: Ponticelli” Valtrend Editore, con le immagini in mostra alla Facoltà di Architettura dell’Università Federico II di Napoli. Nello stesso anno è stato vincitore del concorso “Fotografare il moderno” promosso da DO.CO.MO.MO. Italia sull’architettura moderna in Campania con presidente di giuria Mimmo Jodice.

 

Nel 2008, su incarico della Deutsche Bank, ha fotografato le città di Viterbo, Genova, Vigevano, Pavia, Rho, Seregno ed Avellino; le relative immagini sono in mostra permanente negli sportelli Deutsche Bank delle suddette città. Dal 2011 è tra i relatori di Photo ARCHITETTI, unico evento in Italia dedicato alla teoria e tecnica fotografica e alla post-produzione digitale in architettura. Dal 2012 collabora con Nikon Italia per la stesura di “eXperience” sulla fotografia di architettura pubblicati su www.nikonschool.it.
Nel 2013 ha realizzato una campagna fotografica, per conto della Conferenza Episcopale Italiana sulle chiese di architettura contemporanea presenti su tutto il territorio nazionale.

 

Cosa spinge un architetto a diventare un fotografo di Architettura?

Per quanto mi riguarda, è stata la volontà di unire la passione per la fotografi a, che mi porto dentro da sempre, al percorso di studi che ho fatto. Sentivo che la strada potesse essere la fotografia, ma volevo rispettare il percorso di studi che avevo fatto. Ad un certo punto ho capito che la fotografi a di architettura non poteva però essere improvvisata, non soltanto sotto l’aspetto tecnico, ma anche culturale; ho deciso di approfondire. Inoltre penso, che la fotografi a sia uno strumento necessa-rio per l’architetto, secondo il mio mode-sto parere, se ne parla troppo poco nella maggior parte delle facoltà di architettura delle università italiane; dovrebbe essere un esame fondamentale.

 

Qual è il tuo ruolo all’interno di Photo ARCHITETTI?

Sono uno dei relatori. Metto a disposizio-ne la mia formazione e la mia esperienza nei percorsi formativi che Gianmarco Ter-racciano ha messo in piedi. E’ una bella esperienza, ho notato dal primo seminario la voglia di apprendere delle persone che avevo di fronte. Mi ripeto: spesso la foto-grafi a di architettura si improvvisa, senza conoscerne il linguaggio ed i canoni di rappresentazione.

 

Quali sono gli strumenti di lavoro di un fotografo di architettura?

Sicuramente un’attrezzatura specifi ca permette di potersi esprimere secondo i giusti canoni. Nella fotografi a di architet-tura la possibilità di conservare il paral-lelismo delle linee verticali, evitando le linee cadenti, è considerata da sempre un aspetto importante se non contraddetto per una consapevole scelta creativa.Gli obiettivi decentrabili, come quelli della serie Nikkor PC-E della Nikon, sono stru-menti necessari ad un corretto approccio alla fotografi a di architettura. Accessori come il Jumbo MultiBigShoot “JMBS” di Nital, poi, moltiplicano le potenzialità espressive e creative.

 

Come si evolverà secondo te la fotografi a di architettura nei prossimi anni?

“Risolvendo in notevole misura i problemi della rappresentazione di tre dimensioni, ha scritto Bruno Zevi in un passo famoso – la fotografi a assolve il vasto compito di riprodurre fedelmente tutto ciò che c’è di bidimensionale e di tridimensionale in ar-chitettura, cioè l’intero edifi cio meno il suo sostantivo spaziale. Le vedute fotografi che rendono bene l’effetto della scatola mura-ria (…) Ma se il carattere precipuo dell’ar-chitettura è lo spazio interno e se il suo valore deriva dal vivere successivamente tutti i suoi stadi spaziali, è evidente che né una né cento fotografi e potranno esau-rire la rappresentazione di un edifi cio, e ciò per le stesse ragioni per cui né una né cento prospettive disegnate potrebbero farlo”, (Bruno Zevi). Come potrebbe evol-versi…? Occhio al video…

 

Un pensiero su Gabriele Basilico

Ho incontrato Gabriele Basilico nel 2001, gli mostrai un mio lavoro. Ricordo che, tra tutte, si soffermava sulle fotografi e “alla Basilico”, mi disse delle cose che mi sono rimaste, me le porto dietro. Devo molto al suo lavoro, mi ha insegnato a guardare len-tamente. L’ho incontrato personalmente solo quella volta, ma quando ho appreso la notizia della sua scomparsa, ho avuto una sensazione di vuoto… Ci mancherà.



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