“Contemporanea”

di Giovanni Presutti

Le architetture degli ultimi decenni, universi paralleli formali e concettuali

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“[…] nel complesso di una nuova comunità costruita sull’omologazione, le specificità dei singoli autori scompaiono, sopraffatte da un apparente universalismo linguistico che appiattisce le differenze, focalizzando l’attenzione sul particolare piuttosto che sull’interezza dell’architettura” (R. Simone, Primipiani, 2005)

 

Spostandosi in Europa da una città all’altra, l’autore ha indagato le architetture costruite nell’ultimo decennio, opere di grandi maestri quali Libeskind, Foster, Meier, Calatrava, ecc …, costruzioni spettacolari ed affascinanti realizzate con le più moderne tecnologie; involucri complessi, imponenti per grandezza ed innovativi per tipologia di materiali. Il lavoro si compone di centotrenta foto a colori in cui la scelta compositiva ed il taglio panoramico o quadrato dell’inquadratura evidenziano immagini dal grande rigore formale in cui i volumi, le superfici, le tessiture e le trasparenze delle architetture sono utilizzati per registrare segni grafici mirabilmente espressi. Una maggiore astrazione ed omogeneità al lavoro è data dall’utilizzo di poche tonalità forti dando la priorità a colori dalle morbide gradazioni. Evidente è la ricerca di un punto di osservazione che rispecchi l’idea, la propria visione.

 

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Dall’alto in basso, da sinistra a destra, Londra: Laban Dance Centre, Laban Dance Centre, More London, Swan Lane – Giovanni Presutti

 

Obiettivi tele permettono immagini di dettaglio, altre volte l’angolazione del punto di ripresa e l’utilizzo di ampie focali esasperano le inquadrature regalandoci prospettive inconsuete. L’autore non racconta le architetture con i loro corpi e le loro funzioni, non spiega e non indaga la valenza linguistica e lo stile, non compone un completo reportage di tutti gli edifici; Presutti sceglie di non rappresentare il tutto. Contemporanea è un osservazione per brani, frammenti, immagini che utilizzano i caratteri formali ed estetici per stabilire rapporti di similarità visiva fra edifici nonostante la loro lontananza geografica e le differenti funzioni. L’indeterminazione spazio-temporale e l’astrazione dal contesto assimilano tali visioni d’architettura ad “[…] un sistema di elementi diffusi all’interno di un territorio senza limiti caratterizzanti: punti strategici di una città globale data dall’annullamento dei confini geografici e popolata da oggetti trasformati in icona” (cit. Rita Simone).

 

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Dall’alto in basso, da sinistra a destra, Berlino: Bahn Tower, Judisches Museum, Potzdamer Platz, Reichstag – Giovanni Presutti

 

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Dall’alto in basso, da sinistra a destra, Paesi Bassi: Rotterdam_Euro RSCG Bikker BV, Utrecht_WKK, Utrecht_Cambridgelaan, Utrecht_Heidelberglaan – Giovanni Presutti

 

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Dall’alto in basso, da sinistra a destra, Parigi: Atrium de l’Université de Jussieu, Bibliothèque Nationale de France, la Defense Place Ronde, la Defense Cour Valmy – Giovanni Presutti

 

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Dall’alto in basso, da sinistra a destra, Italia: Roma_MAXXI, Milano_Maciachini Center, Milano_Palazzo Lombardia, Roma_Chiesa di Dio Padre Misericordioso – Giovanni Presutti

 

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Dall’alto in basso, da sinistra a destra, Spagna: Madrid_Edificio Mirador, Barcellona_Plaza Europa, Barcellona_Edificio Forum, Madrid_Carabanchel – Giovanni Presutti

 

Chi è Giovanni Presutti?

Dopo la Laurea in Legge seguo la mia vocazione ed inizio a studiare fotografia, è come se la mia arte avesse scelto me e mi avesse costretto a questo passo, senza provare almeno ad essere fotografo mi sarei sentito morire dentro. Quindi mi diplomo alla scuola Art.e di Firenze e all’istituto Kaverdash di Milano e faccio parte del prestigioso Reflexions Masterclass condotto da Giorgia Fiorio. Ho iniziato ad avere una intensa attività espositiva sia in spazi istituzionali pubblici che in spazi privati come gallerie e festival di fotografia.
Da subito ho rivolto il mio interesse alla ricerca personale ed al reportage di approfondimento, non sono mai stato attratto né  interessato dalla fotografia commerciale e/o patinata, anche se ho pubblicato i miei lavori sui principali magazine italiani. Il principale tema della mia ricerca è la contemporaneità sia nell’osservazione delle sue devianze, come nei progetti “Dependency” ed “Hello Dolly!”, che nelle analisi del territorio, come nel progetto “Eolo” in cui ho fotografato tutti i parchi eolici italiani posti prevalentemente nell’Italia meridionale e di cui è uscito recentemente un ebook con la casa editrice Emuse.

 

Come nasce “Contemporanea”?

“Contemporanea” si pone in questo secondo filone e nasce quasi per caso. La mia compagna è infatti architetta e nell’estate 2009 eravamo in vacanza a Parigi decidemmo di visitare le più recenti architetture della città, prevalentemente dell’ultimo decennio, e con l’occasione decisi di realizzare un progetto fotografico. Il successo che ebbe e allo stesso la passione che mi fece nascere mi portò a continuare la ricerca e ad aggiungere un nuovo capitolo. Quindi Londra, Berlino, la Spagna, l’Italia, l’Olanda fino ad avere ricostruito una vera mappatura delle principali costruzioni europee dell’ultimo decennio. Via via che proseguivo nella mia ricerca (prima di partire per ogni viaggio mi documentavo con cura ricercando quali fossero e dove fossero le costruzioni che mi interessavano) mi risultava sempre più chiaro quali fossero gli aspetti che accomunavano la maggior parte di essi. In primo luogo l’imponenza, la spettacolarità e la dedizione all’estetica. Mi appariva evidente come, parallelamente ad una società contemporanea sempre più rivolta a prendersi cura della esteriorità, i “manufatti” della stessa, anche i più complessi, seguissero lo stesso percorso. In secondo luogo l’uniformità stilistica e progettuale. In ogni paese troviamo idee e materiali simili, molto spesso non legati alla tradizione locale, tanto che non sarebbe facile, se non lo si sapesse, contestualizzare un edificio in un determinata nazione invece che in un’altra. Ho costruito il mio progetto intorno a questi aspetti, sublimando nei miei soggetti le loro comuni peculiarità estetiche, lavorando con le linee, i materiali e i riflessi, giocando con le diverse prospettive ho cercato in essi la purezza delle forme astraendo le stesse fino a scoprire un unico contesto rappresentativo della nostra epoca.
Di “Contemporanea” uscirà il libro nella primavera del 2014.

 

 

A cura di Daniela Sidari

Architetto e Fotografo

Responsabile Didattico Photo ARCHITETTI

 

Credit:

“Contemporanea © Giovanni Presutti www.giovannipresutti.com”

 


Note:

In copertina Milano: Rho Nuova Fiera – Giovanni Presutti



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