“Milano notte”

di Gianni Pezzani

Milano città inaspettata, una Milano diversa dal conosciuto quotidiano

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“Le cose riposano in se stesse, raccolte in una estrema concentrazione: silenziose, vengono alla luce in un qui, in un’ora sempre singolari. Non può darsi che […] anche alle immagini affioranti della fotografia appartenga qualcosa di questa singolarità, di questo silenzio?” (M. Sironi, Geografie del narrare, 2004)

 

Illustri nomi della fotografia ci hanno abituato con i loro scatti a leggere la città e lo spazio urbano ritrovando in essi i segni di una presenza, palinsesti dell’abitare e dell’appartenere ad un luogo. Sono quotidiane visioni, ritratti urbani di una città spesso fatta di architetture dai forti contrasti, strade e luoghi volutamente ritratti disabitati in cui la presenza umana è semplicemente suggerita e raramente rappresentata.

 

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Piazza S. Alessandro, Panfilo Castaldi – Gianni Pezzani

 

La città è di colui che l’attraversa, il fotografo durante il proprio passaggio coglie frammenti di quei luoghi significativi in cui il monumentale si coniuga con il quotidiano, la storia con l’attuale. Una città ha tanti volti; nelle “Città invisibili” di Calvino “[l]a città per chi passa senza entrarci è una, e un’altra per chi ne è preso e non ne esce; una è la città in cui si arriva la prima volta, un’altra quella che si lascia per non tornare; […]”. La complessità delle visioni porta a molteplici percezioni, stimoli visivi in cui la città assume ogni volta un nuovo spazio-tempo. Tutto questo è la città consuetamente vissuta e conosciuta di giorno, ma allo svanire della luce del sole una nuova città si presta ad ulteriori rappresentazioni.

 

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Piazza S. Fedele, Via Case Rotte – Gianni Pezzani

 

Sicuramente la notte è il tempo della rivelazione: nell’ora in cui le luci si accendono, la città si trasfigura, prende corpo e vive attraverso immagini dell’assenza, di spazio vuoto disseminato di silenzio e di immobilità. Un’indagine sulla città è quella di Pezzani che in “Milano notte” sviluppa un’autonoma ricerca estetica del linguaggio, la sua è una Milano città del silenzio, dove le cose divengono singolari memorie, spazio di comunicazione e rivelazione di quel luogo. Si fa buio e la città diurna lascia il posto alla città notturna. Si spegne il brusio quotidiano, si ferma l’irrefrenabile movimento della città metropolitana, il caos cede il posto ad un mondo silente, ovattato e coinvolgente ad un tempo.

 

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Via G. Giardino – Gianni Pezzani

 

“Quando si fa notte fonda, a volte, cammino per le vie del centro portandomi la macchina fotografica già agganciata al treppiedi […]”, come unico “superstite”, l’autore percorre lentamente la città ed il suo sguardo ci svela una Milano inedita i cui protagonisti indiscussi sono lo spazio urbano e le sue architetture. Il lavoro, introduce in una dimensione sconosciuta della città secondo un diverso modo di guardare i luoghi in cui siamo soliti muoverci. La desaturazione parziale delle immagini, una via di mezzo fra il colore ed il bianco e nero, rafforza l’efficacia visiva del lavoro. L’aria appare pulita, la notte limpida dall’atmosfera serena, niente smog, niente clacson, niente fretta; i contorni delle cose si modificano, le lampade ed i riflettori puntualizzano bagliori costruendo dimensioni inesistenti. Dal buio emergono monumenti, palazzi, finestre, strade; ora, la luce delle lampade e l’ombra disegnano la semplicità strutturale e la scansione ritmica degli edifici; l’umidità fa brillare i lastricati mentre lucidità e riflessi si moltiplicano sul metallo e sul vetro.

 

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Montenapoleone – Gianni Pezzani

 

Le automobili posteggiate un po’ ovunque sembrano aver preso sembianza di elemento stabile, la loro presenza partecipa all’equilibrio formale e compositivo delle foto distribuendo a volte vivaci note di colore. A piazza Sant’Alessandro i disegni di capricciose volute barocche gareggiano con l’arcuato design di un’auto in sosta. La statua di Alessandro Manzoni, finalmente da sola, domina su piazza S. Fedele. I lunghi tempi di scatto sovrappongono attimi stratificando ogni fotogramma, i semafori si illuminano contemporaneamente di rosso, giallo e verde, essi sono l’unico elemento rimasto “vigile” mentre tutto il resto “dorme” fermo ed immobile in stato di quiete. La Milano dai consueti scenari è in altro luogo. La città raccontata da Pezzani esiste reale e visibile interpretata e trasfigurata nell’immobilità della notte. Le immagini incantano ed emozionano, gli occhi si soffermano sulle immagini e sembra quasi di osservare illusioni destinate a sparire all’alba nuovamente inglobate nel tumulto della mobilità quotidiana.

 

A cura di Daniela Sidari

Architetto e Fotografo

Responsabile Didattico Photo ARCHITETTI

 

Credit:

“Milano notte © Gianni Pezzani www.giannipezzani.com”

 


Note:

In copertina S. Carlo – Gianni Pezzani



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